Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z

Mehdi Charef lascia l’Algeria nel 1962 a dieci anni per raggiungere con la sua famiglia il padre che lavorava a Parigi come operaio. Trascorre l’infanzia e l’adolescenza nelle baraccopoli e nelle aree di transito extra-urbane. Lavora per quattordici anni in fabbrica fino alla scrittura del suo primo romanzo Le thé au harem d’Archi Ahmed, nel 1983, nel quale descrive il quotidiano drammatico di famiglie di varie origini etniche e di adolescenti fra i palazzoni di cemento di un quartiere di periferia, descrivendone gli aspetti di differenziazione ed emarginazione, anche linguistica. Su proposta del produttore Costa Gavras, Charef stesso lo adatta nella versione cinematografica: il film ottiene il premio César come migliore opera prima. Si afferma quindi sulla scena internazionale, con una vasta produzione, come romanziere, regista, sceneggiatore e drammaturgo. Mehdi Charef è stato, con il suo primo romanzo, l’ispiratore e la guida del movimento culturale dei giovani nord-africani di seconda generazione, protagonisti della “Marche pour l’égalité et contre le racisme” soprannominata dai media “Marche des beurs”, un momento che ha segnato la svolta sociale e culturale per quella comunità: intellettuali, scrittori, cineasti e artisti provenienti dalla cultura nord-africana si rendevano visibili in modo positivo alla società francese.

.La casa di Alexina Fronte Copertina

Go to
Template by JoomlaShine