Il libro è composto molto bene, perché i quadri-in qualche modo- aggiungono suggestioni e sfondi alle parole delle poesie. La metrica, asciutta e scandita, suggerisce un lavoro di cesello: ogni sostantivo, verbo, aggettivo sono frutto di una ricerca per trovare e scegliere il termine giusto e adeguato per esprimersi. L’autore, con coraggio ma senza spudoratezza, consegna la propria ombra al lettore rendendo universale il suo buio. È un flusso di coscienza ordinato, che non travolge ma risveglia la memoria. La maturità anagrafica di chi scrive consegna l’ennesimo “quadro”, forse il più nascosto: quello che rappresenta una vita vissuta tra dicotomie, dubbi, incertezze, scelte, progetti realizzati o solamente accarezzati.

Chiara Persia

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